E' l'ultimo nato tra i parchi nazionali italiani. Per tre quarti in Emilia
Romagna e per un quarto in Toscana, il Parco
Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano raccoglie in un'unica
grande area protetta che si estende per 26.000 ettari: il Parco Regionale del
Gigante, parte del Parco Regionale dell'Alta Val Parma e Cedra, in Emilia-Romagna,
e aree della Lunigiana e della Garfagnana che vantano alcune fra le cime più
alte della dorsale appenninica settentrionale.
Il Parco
Naz.le dell'Appennino Tosco-Emiliano, racchiude al suo interno una
grande varietà di luoghi e ambienti di elevato valore naturalistico e
paesaggistico. Ne fanno parte alcune fra le cime più alte della catena
appenninica settentrionale, dalle quali si godono vasti panorami su valli impervie,
estesi boschi e ampie praterie sommitali.
Il paesaggio dell'Appennino Tosco-Emiliano può essere
considerato uno dei paesaggi culturali fra i più complessi e meglio conservati
dell'intera nazione. Coltivazioni terrazzate nel versante tirrenico, praterie,
pascoli e prati bordati da siepi nel versante padano, ed estesi castagneti su
entrambi i versanti mantengono ancora evidenti i caratteri degli antichi usi,
la memoria della storia dell'uomo su queste montagne, il segno di attività
umane non distruttive delle risorse della natura.
Il Territorio
I tredici comuni della Comunità Montana sorgono nelle tre vallate principali
create dai fiumi Secchia, Enza e Dolo.Tutti
i corsi d'acqua riservano magnifiche sorprese: le fonti del Secchia, le cascate
del Lavacchiello, il turbinoso e selvaggio corso del Dolo. Le vallate partono
strette e dirupate per poi allargarsi dolcemente verso la pianura.
Alle loro spalle il profilo irregolare e dentellato delle cime appenniniche,
che segna il confine con la Toscana: dal Passo delle Radici al Monte Prado,
dal monte Cavalbianco alla Nuda, al Casarola, all'alpe di Succiso, al Passo
del Lagastrello, sino allo svettante Monte Cusna che con i suoi 2121 m. è
la cima più elevata dell'Appennino Reggiano.
Al centro la Pietra di Bismantova, costituita da un blocco
di arenaria, fulcro di tutto l'Appennino Reggiano, la cui immagine, fantastica
e misteriosa, riporta a ritmi dettati unicamente dalla natura.
Tra gli elementi di maggior interesse, da segnalare sono senz'altro le numerose
testimonianze delle glaciazioni, dalle morfologie (circhi, laghi, archi e depositi
morenici) alla flora, alla fauna alpina relitta. Non indifferente è anche
la dotazione forestale, caratterizzata da faggete e rimboschimenti a conifere
di particolare pregio.
Geologia e termalismo
La storia geologica dell'Appennino Reggiano è molto complessa andando
dai rari esempi di rocce vulcaniche a quella di origine sedimentaria. I gessi
triassici della Val Secchia sono le rocce più
antiche della zona. Gli affioramenti sono ben riconoscibili per il loro colore
bianco o bianco venato di grigio, rosa e arancio. La zona Appenninica è
ricca anche di fonti termali, come quelle di Cervarezza,
Poiano, Quara
(Toano), completate dal curioso fenomeno idrogeologico dei vulcanetti di Viano.
Vai avanti per ulteriori informazioni sulla flora e la fauna.